LA STORIA FAI

Correva l’anno 1963, l’Italia respirava a pieni polmoni gli effetti del boom economico che stava trasformando un paese profondamente agricolo in una potenza industriale. Il segno più tangibile di quella trasformazione era la nuova rete autostradale e il rapido svilupparsi dell’uso degli autoveicoli.
 A marzo di quel 1963 si ritrovarono a Montecatini terme gli autotrasportatori italiani in una lunga tre giorni di discussioni, dal 17 al 19 marzo, sulle problematiche del settore. Al termine del convegno venne votata una mozione con lo scopo di far nascere una FEDERAZIONE DEGLI AUTOTRASPORTATORI ITALIANI:
“Il primo congresso nazionale degli autotrasportatori italiani, in conto terzi, riunito a Montecatini nei giorni 17-18 e 19 marzo 1963 a conclusione dei suoi lavori decide di costituire l’organizzazione, apolitica, professionale, unitaria delle imprese di trasporto merci su strada con autoveicoli, a tal fine delega un comitato costituito da cinque rappresentanti qualificati che ciascuna Federazione o Sindacato a carattere nazionale dovrà designare entro il 31 marzo ad elaborare lo statuto della costituenda organizzazione di aziende di autotrasporto di qualsiasi dimensione economica, padroncini compresi, su base federativa provinciale, suddivisa in sezioni di specializzazione; il comitato elaborerà il detto statuto entro il 15 maggio 1963 e lo diramerà, per l’approvazione, a tutti gli operatori del settore con lettera raccomandata”.
Dopo il congresso si svolsero assemblee e dibattiti a livello provinciale che portarono in molti luoghi a indire dei referendum per decidere la costituzione di una federazione nazionale degli autotrasportatori, al termine di questo processo democratico e partecipato si arrivò alla definitiva costituzione della FAI il 15 giugno 1963.
La prima presidenza venne affidata all’ingegner Armando Marcucci che seppe mettere a disposizione della nuova associazione l’esperienza maturata nel lavoro presso l’Ispettorato generale della motorizzazione che lo aveva portato ad essere il fautore degli accordi di base bilaterali per i trasporti internazionali su strada di viaggiatori e merci con l’Austria, il Belgio, la Francia, la Germania e altri paesi europei.
Dopo di lui la presidenza passò a Mario Remondini esperto imprenditore del settore. La presidenza di Mario Remondini portò alla vera e propria strutturazione dell’associazione. Furono anni complicati e difficili perché l’Italia subiva la crisi petrolifera mondiale e l’autotrasporto rimaneva un settore fortemente deregolamentato, ma Remondini, grazie ai valori umani che tutti gli hanno sempre riconosciuto, seppe mantenere unita la categoria.
A lui seguì per una presidenza breve e di transizione quella di Antonio Allievi. Allievi guidò la Fai per poco più di un anno tra il 1977 e il 1978 riuscendo a traghettare l’intera organizzazione verso un cambio di visione in un momento particolarmente delicato per il sistema economico, sociale e politico dell’intero paese.
La presidenza passò quindi a Renato Bertacchi che lavorò strenuamente per il miglioramento dell’unità sindacale della categoria, ma non senza rafforzare il ruolo operativo della FAI che fu resa più autonoma rispetto alla Confetra e dando vita al Comitato d’Intesa con le altre categorie sindacali. Inoltre Bertacchi fu il grande comunicatore che cercò di far aprire il mondo dell’autotrasporto alla società affinché fosse riconosciuto il fondamentale ruolo economico che spetta al settore.
Emanuele Remondini proseguì negli anni Ottanta l’opera del predecessore cercando di non far mai venire meno l’unità della categoria, ma senza sacrificare a questo principio l’indipendenza della FAI. Proprio per la tutela delle prerogative della FAI e soprattutto degli autotrasportatori fu costretto ad arrivare alla rottura del sodalizio con la Confetra, ma anche con lo stesso Comitato d’Intesa.
Sulla scia del lavoro di Remondini a metà degli anni Novanta la presidenza passò a Fabrizio Palenzona che ampliando l’opera di coraggioso rinnovamento diede vita alle iniziative che proietteranno la FAI nel nuovo secolo. Palenzona contribuì, infatti, alla nascita dell’Unatras e a far partire iniziative innovative come la FAI Service e l’Istituto di formazione che sono diventati i centri di un processo organizzativo moderno che ha ancor più rafforzato la categoria. La FAI affrontò con la presidenza di Palenzona l’ostracismo di chi avrebbe voluto sottoporre la FAI a un controllo confederale e con la scelta dell’adesione alla Confcommercio a mantenersi ancor più libera e indipendente.
Dal 2006 è presidente della FAI Paolo Uggè che ha affiancato Palenzona nei suoi anni di presidenza svolgendo il ruolo di segretario generale. In questi anni il presidente ha portato al centro del suo mandato il lavoro per la tutela della dignità e del riconoscimento della professionalità che contraddistingue la categoria. Una scelta di vicinanza agli autotrasportatori in un momento storico in cui l’autotrasporto viene con troppa superficialità considerato elemento marginale dell’economia del Paese.

I Presidenti FAI